|
Milano, 24 novembre 2011 – Nella prestigiosissima cornice della Sala Weil Weiss del Castello Sforzesco di Milano, presso la sede della Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico di Milano, si è tenuto l’appuntamento milanese della presentazione della XXXI edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana, monumentale opera e repertorio periodico genealogico, anagrafico ed araldico sulle famiglie nobili italiane, viventi ed estinte, e delle famiglie notabili italiane (casate in possesso di stemma e con vita more nobilium), opera che raccoglie informazioni su oltre 48.000 Casati nobili italiani.
|
|
|
Conferenzieri d’eccezione dell’incontro sono stati S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia, Capo della Real Casa di Savoia e autore della nota introduttiva al volume e Suo figlio, S.A.R. il Principe Reale Aimone, Duca delle Puglie.
|
|
|
Ha presenziato alla conferenza Sua Eccellenza Jean-Paul Springael, Araldo Reale del Regno del Belgio, Greffier du Conseil d'héraldique, che si è trattenuto a discorrere con le Loro Altezze Reali i Principi di Savoia prima e dopo la conferenza e con l’editore dell’Annuario della Nobiltà.
I Principi ed il numeroso pubblico presente sono stati accolti dalla direttrice della Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco ed Archivio Storico Civico di Milano dott.ssa Isabella Fiorentini.
La Biblioteca Trivulziana è una biblioteca situata a Milano, nel Castello Sforzesco. La Biblioteca possiede ad oggi circa 180.000 volumi, tra cui spiccano più di 1500 codici manoscritti.
|
|
La collezione contiene lasciti dal VIII secolo e raccoglie inoltre libri antichi, libri moderni, periodici, microfilm, fotografie, manifesti, stampe, carte geografiche e fondi archivistici; in particolare sono conservate opere sulla storia e letteratura del periodo umanistico-rinascimentale.
|
|
|
La biblioteca conserva anche una notevole raccolta delle opere di Dante Alighieri, tra cui tutte le edizioni quattrocentesche della Divina Commedia ed un manoscritto della stessa risalente al 1337.
La dott.ssa Isabella Fiorentini ha fatto gli onori di casa lodando la vastità e la completezza dell’Annuario della Nobiltà Italiana, opera monumentale realizzata in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia come segnalato sui volumi.
|
|
|
Dopo il saluto della direttrice dott.ssa Fiorentini ai Principi, ed al numeroso pubblico presente, ha preso la parola il dott. Fabio Fazzari.
|
|
|
Il dott. Fazzari, segretario dell’Unione Monarchica Italiana per Monza e la Brianza, ha condotto un interessantissimo intervento sui pregi che avrebbe la monarchia anche nel contesto della difficile situazione italiana ed internazionale, alla stabilità ed alla continuità ed ha accennato della peculiare situazione del Belgio.
Il Belgio è un Paese che, seppur privo di un Governo da 526 giorni, ossia dal 2009, grazie alla prestigiosa presenza del Sua Maestà il Re Albert II e della Casa Reale Belga, riesce egregiamente a condurre quotidianamente la vita dello Stato.
|
|
|
Il dott. Fabio Fazzari ha poi fatto una serie di parallelismi con la situazione politica attuale italiana rispetto alla stabilità che viene garantita dagli Stati Europei retti da Monarchie.
Infine Fazzari ha spiegato la grande importanza che l’Annuario della Nobiltà Italiana, unica opera del suo genere, ha per l’Italia, ma non solo: questo nell’ottica di tenere vive la memoria e la tradizione delle famiglie nobili italiane il retaggio glorioso della monarchia italiana incessantemente aggiornandone i dati storici e biografici.
|
|
Nel suo applaudito intervento S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia, Duca di Savoia e Capo della Real Casa d'Italia, ha lodato l’impostazione scientifica, storica e repertuale dell’Annuario della Nobiltà, opera che – ha ricordato il Capo di Casa Savoia - raccoglie informazioni su famiglie nobili e notabili ed è da considerarsi il lavoro scientifico più completo nel suo genere.
|
|
|
|
L'opera tratta ampiamente anche della questione dinastica nella Real Casa di Savoia e indica come, per le leggi della Famiglia Reale, il Capo del Casato oggi sia S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia.
S.A.R. ha tenuto particolarmente a sottolineare che sono state inserite nell’Annuario tutte le famiglie dell’aristocrazia ebraica italiana.
Non sono state “reintegrate” ma si sono ritenuti nulli i provvedimenti che, nelle versioni precedenti, le avevano escluse.
|
|
|
Sua Altezza Reale il Principe Amedeo di Savoia ha voluto altresì sottolineare che, anche in questa edizione, come per la precedente, grazie all’opera di ricerca condotta dall’editore dell’Annuario della Nobiltà Italiana, sono state rintracciate altre famiglie di origine ebraica che erano state cancellate da altri repertori genealogici e completati i loro dati genealogici, biografici e storici nell’ottica di una conservazione del patrimonio morale di quelle casate.
Sua Altezza Reale ha poi affermato l'importanza della conservazione dei dati anagrafici e biografici delle famiglie storiche perchè, anche attraverso queste memorie, viene custodito il retaggio veramente illustre del nostro Paese.
|
|
L’editore dell’Annuario, Andrea Borella, ha ringraziato i Principi Reali ed il pubblico presente e la direzione della Biblioteca per l’opportunità offerta di presentare l’ultima edizione dell’Annuario in una cornice così bella e densa di storia quale la Sala Weil Weiss della Trivulziana che custodisce i tesori di legatura d’arte donati dal filantropo e collezionista Barone Weil Weiss di Lainate.
|
|
|
|
La biblioteca Weil Weiss, ha ricordato Borella, venne donata nel 1937 dal barone Giuseppe Weil Weiss, filantropo ed uomo politico ed, in seguito, trasferita nella Biblioteca Trivulziana solo nel 1951, in una sala ad essa intitolata.
Il Barone Ignazio Weil Weiss partecipò attivamente alla vita politica venendo ripetutamente eletto Sindaco del Comune di Lainate, Deputato dell'Estimo, Revisore dei Conti ed altro.
II figlio Giuseppe divenne Deputato al Parlamento del Regno d'Italia.
|
|
Andrea Borella, editore dell'Annuario, ha ricordato che la prima edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana venne stampata nel 1879 grazie ad uno dei maggiori studiosi mondiali di araldica e di genealogia Giovanni Battista di Crollalanza.
Di Crollalanza fu uno dei primi ad adattare l'esposizione genealogica lineare, in un testo a stampa periodico quale l'Annuario, alle peculiarità storiche proprie della nobiltà e del diritto nobiliare italiano.
|
|
|
|
Borella ha sottolineato che l’attuale edizione dell’Annuario, in quattro volumi di grande formato, e contenente oltre 6.000.000 di dati genealogici su oltre 48.000 famiglie in 8400 pagine, rappresenta il maggiore repertorio genealogico dato alle stampe da sempre.
|
|
L’editore ha dato notizia che alla campagna di aggiornamento dei dati genealogici e biografici presenti nell’Annuario hanno aderito oltre 22.000 nobili italiani e discendenti di famiglie nobili, aggiornamenti e correzioni che si sono aggiunti alle ricerche condotte dallo stesso editore e dal gruppo di circa 100 volontari, esperti di araldica e genealogia, che compongono il Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà e che sono coordinati dallo stesso Borella.
Al giorno d’oggi abbiamo circa 120 mila nobili italiani, dispersi in 140 Nazioni del Mondo che si sono trasferiti principalmente per esigenze di lavoro.
|
|
|
Andrea Borella, ricollegandosi alle parole di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, ha raccontato la storia e le sciagure che colpirono i figli del Barone, perseguitati in quanto ebrei dalle leggi razziali fasciste tra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta.
Borella ha ricordato le grandi opere di beneficenza condotte dagli ebrei nel corso della storia, ed in particolare durante il Regno d’Italia, e la riconoscenza dimostrata dalla Casa Reale di Savoia con la concessione anche di titoli nobiliari per tali atti di filantropia e di bontà, come nel caso del Barone Giuseppe Weil Weiss di Lainate (1863-1939).
|
|
|
|
|
|
Il Barone Weil Weiss di Lainate fu pure duramente colpito con la sua famiglia da tali infami leggi, leggi volute solo dal regime fascista ma non dalla Real Casa di Savoia.
Le leggi razziali fasciste sono un insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi (leggi, ordinanze, circolari, ecc) che vennero varati in Italia fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, inizialmente dal regime fascista e poi dalla Repubblica Sociale Italiana, rivolti prevalentemente – ma non solo – contro le persone di religione ebraica. Furono lette per la prima volta il 18 settembre 1938 a Trieste da Benito Mussolini dal balcone del Municipio in occasione della sua visita alla città.
Per la legislazione fascista era ebreo chi era nato da: genitori entrambi ebrei, da un ebreo e da uno straniero, da una madre ebrea in condizioni di paternità ignota oppure chi, pur avendo un genitore ariano, professasse la religione ebraica. Sugli ebrei venne emanata una serie di leggi discriminatorie. La legislazione fascista ammise tuttavia la discussa figura dell'ebreo "arianizzato", ovvero dell'ebreo che avesse particolari meriti: militari, civili o politici. Agli ebrei arianizzati le leggi razziali furono applicate con alcune deroghe e limitazioni, anche se in seguito questi ultimi saranno de facto discriminati come tutti gli altri.
La legislazione antisemita comprendeva: il divieto di matrimonio tra italiani ed ebrei, il divieto per gli ebrei di avere alle proprie dipendenze domestici di razza ariana, il divieto per tutte le pubbliche amministrazioni e per le società private di carattere pubblicistico (banche e assicurazioni, ad esempio), di avere alle proprie dipendenze ebrei, il divieto di trasferirsi in Italia a ebrei stranieri, la revoca della cittadinanza italiana concessa a ebrei stranieri in data posteriore al 1919, il divieto di svolgere la professione di notaio e di giornalista e forti limitazioni per tutte le cosiddette professioni intellettuali, il divieto di iscrizione dei ragazzi ebrei nelle scuole pubbliche, il divieto per le scuole medie di assumere come libri di testo opere alla cui redazione avesse partecipato in qualche modo un ebreo. Fu inoltre disposta la creazione di scuole specifiche per ragazzi ebrei. Gli insegnanti ebrei avrebbero potuto lavorare solo in quelle scuole.
Per tutti fu disposta l'annotazione dello stato di razza ebraica nei registri dello stato civile.
|
|
|
|
I Sovrani di Casa Savoia vollero, anzi, in ogni tempo, premiare i meriti anche degli esponenti della comunità ebraica come nel caso dei Weil Weiss, dei Franchetti, dei Camondo, degi Ottolenghi, dei Levi, dei Todros e di tanti altri.
|
|
Borella quindi, partendo dall’ultima edizione “monumentale” dell’Annuario, pubblicata in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, ha ricostruito, all’attentissimo pubblico presente in sala, anche grazie all’ausilio di oltre 300 immagini digitali proiettate, l’origine dei repertori genealogici e nobiliari.
|
|
|
Iniziando dalle prime raffigurazioni cronologiche dei sovrani in Mesopotamia (Sumeri, tra i fiumi Tigri e Eufrate), nella valle del Nilo (Antico Egitto, lungo il fiume Nilo), in Cina e nelle prime civiltà della valle dell'Indo per giungere, attraverso lo sviluppo della genealogia, dell’adattamento allo stile lineare con le abbreviazioni convenzionali all’invenzione della stampa e, quindi, alla comparsa dei calendari, degli almanacchi con rubriche genealogiche ed, infine, degli annuari e repertori genealogici periodici, sino ai repertori compilati ai nostri giorni.
|
|
Questa evoluzione percorre la stessa storia della nostra attuale cività che si snoda lungo un percorso di oltre 5000 anni.
|
|
Si è così scoperto, fra lo stupore del pubblico presente, l’antichità del concetto di genealogia e la miriade di almanacchi genealogici e repertori nobiliari periodici presenti, nel ‘700 e nell’‘800, in Italia ed in Europa ed anche che il primo esempio di repertorio genealogico periodico, dedicato alla nobiltà di un singolo Stato, nacque nel XVIII secolo proprio a Venezia.
|
|
|
Quella tenutasi il 24 novembre a Milano è il penultimo appuntamento di quest’anno del ciclo di presentazioni dell’Annuario della Nobiltà, tutte tenute in cornici prestigiosissime: la prima si è tenuta sabato 29 ottobre 2011 nel palazzo della Biblioteca Nazionale Marciana, nell' Antisala della Libreria Sansoviniana in Venezia, Piazzetta San Marco 13/a, piano nobile, la successiva presentazione dell’Annuario si è tenuta a Roma, l’11 novembre, presso la Biblioteca Casanatense, Salone Monumentale. E’ seguita la conferenza di Napoli il 19 novembre, presso la Cappella della Fondazione del Real Monte Manso di Scala di via Nilo 34. Il prossimo ed ultimo appuntamento di quest’anno sarà il 26 novembre a Torino , presso Palazzo Graneri della Roccia, in via Conte Giambattista Bogino 9, alle ore 15.30.
|